Foto: Pixabay
Viviamo spesso con l’idea che la natura sia qualcosa che inizi dove finiscono
le case. Poi una sera usciamo a buttare la spazzatura e troviamo una volpe
che ci osserva dal fondo della strada.
Oppure apriamo la porta del giardino e un riccio ci attraversa davanti con
l’aria di chi ha un appuntamento molto importante.
O ancora troviamo un giovane merlo a terra e parte immediatamente la modalità:
Fermi tutti.
La buona notizia è che la fauna selvatica è molto più presente intorno a noi
di quanto immaginiamo.
La seconda buona notizia è che, nella maggior parte dei casi,
sa cavarsela benissimo senza il nostro intervento.
La notizia un po’ meno comoda? A volte, cercando di aiutare, possiamo
involontariamente complicare le cose.
👀 Prima regola: osservare prima di intervenire
Quando troviamo un animale selvatico, la domanda non dovrebbe essere subito:
«Come faccio a prenderlo?»
ma:
«Ha davvero bisogno di essere preso?»
È una differenza enorme.
Un animale può sembrarci solo, spaesato o vulnerabile semplicemente perché
stiamo interpretando il suo comportamento con occhi umani.
La fauna selvatica non segue le nostre regole.
Un giovane uccello fuori dal nido non è necessariamente abbandonato.
Una volpe che attraversa una zona abitata non si è necessariamente persa.
Un riccio nel nostro giardino non sta necessariamente cercando una famiglia adottiva.
E no: probabilmentenon ha scelto proprio noi perché ha percepito
che siamo persone speciali.
Anche se ci piace molto pensarlo.

🐦 Quel piccolo uccello a terra potrebbe non essere caduto affatto
È uno degli incontri più frequenti in primavera e in estate.
Troviamo un giovane merlo, passero o altro uccello a terra. Ha le piume,
saltella, vola male e sembra decisamente poco preparato alla vita adulta.
La tentazione di raccoglierlo è fortissima.
Eppure molte specie lasciano normalmente il nido prima di essere perfettamente
capaci di volare. I genitori continuano a seguirle, proteggerle e alimentarle
anche quando sono a terra.
Se il piccolo è piumato, vigile e non presenta ferite evidenti, quindi,
la soluzione migliore può essere semplicementeosservarlo da lontano.
Se si trova in mezzo alla strada o in un punto immediatamente pericoloso,
può essere opportuno spostarlo di pochissimo verso un luogo più sicuro nelle
vicinanze, senza portarlo via dalla zona.
I genitori potrebbero essere molto più vicini di quanto pensiamo.
Solo che, comprensibilmente,non hanno nessuna intenzione di avvicinarsi
mentre noi siamo lì sopra al loro figlio con il telefono in mano.
🚑 Quando invece bisogna chiedere aiuto
Ci sono situazioni nelle quali aspettare non è la scelta giusta.
È opportuno contattare personale competente quando l’animale:
- presenta ferite evidenti;
- sanguina;
- è stato investito o ha subito un trauma;
- non riesce a muoversi normalmente;
- è intrappolato;
- appare fortemente debilitato;
- si trova in un pericolo immediato dal quale non riesce ad allontanarsi.
🏥 Tre lettere da ricordare: CRAS
CRAS significaCentro Recupero Animali Selvatici.
Possiamo immaginarlo, semplificando un po’, come un ospedale dedicato alla
fauna selvatica.
Qui gli animali vengono valutati, curati e riabilitati con l’obiettivo,
quando possibile, di restituirli alla libertà.
nuovo coinquilino.
Ha bisogno di arrivare nelle mani di chi sa curarlo.
🍞 «Gli do qualcosa da mangiare?»
Domanda fatta con il cuore.
Ma attenzione.
Pane, latte, biscotti, prosciutto, crocchette del cane, semi trovati in
dispensa e quella mezza mozzarella che «tanto scade domani»
non costituiscono un protocollo veterinario universale per la fauna selvatica.
Ogni specie ha esigenze diverse e un animale traumatizzato o debilitato
può avere condizioni particolari.
Prima di improvvisare alimentazione o cure, quindi, è molto meglio contattare
un CRAS o un’associazione competente e seguire le indicazioni ricevute.
«La buona volontà è meravigliosa.
La buona volontà accompagnata dalle informazioni corrette è ancora meglio.»

🦊 Una volpe! E adesso?
Può capitare di vedere fauna selvatica anche molto vicino alle abitazioni.
Volpi, ricci, scoiattoli, rapaci e moltissime specie di uccelli possono
frequentare parchi, giardini e aree verdi urbane.
Vederli non significa automaticamente che qualcosa non vada.
Se una volpe attraversa tranquillamente una strada o compare ai margini
di un’area verde, non dobbiamo inseguirla, provare ad avvicinarla o
trasformare l’incontro in un documentario naturalistico girato
a quaranta centimetri dal suo muso.
Possiamo fare una cosa molto più semplice:
Guardarla. 👀
Da lontano.
Godendoci per qualche secondo il privilegio dell’incontro.
E poi lasciarla andare.
La fauna selvatica deve poter rimanere, appunto,selvatica.
🏠 «Ma è solo per una notte…»
Altro pensiero comprensibilissimo.
Troviamo un animale, ce ne innamoriamo in circa sette secondi e iniziamo
mentalmente a scegliere il nome.
Ma tenere in casa un animale selvatico non è l’equivalente di soccorrere
un cane o un gatto.
La fauna selvatica deve essere gestita da persone e strutture competenti:
l’obiettivo di un recupero è, quando possibile, sempre quello di
tornare in natura.
«Pino il riccio che vive nella lavanderia».
Per quanto Pino possa essere adorabile. 🦔
📍 E se succede qui da noi?
Per chi vive a Cesate e nell’area milanese esistono strutture dedicate
al recupero della fauna selvatica.
Tra i riferimenti riportati dalla LIPU per la provincia di Milano troviamo:
Centro Recupero Fauna Selvatica La Fagiana LIPU di Magenta,
CRAS WWF di Vanzagoe
Soccorso Fauna Selvatica ENPA Milano.
La LIPU mette inoltre a disposizione il servizio
“SOS animali feriti”, utile per capire cosa fare e
trovare i centri della propria regione.
🌿 Possiamo aiutare anche quando non c’è un’emergenza
Proteggere la fauna selvatica non significa soltanto intervenire quando
troviamo un animale ferito.
Anzi.
La cosa più importante è creare condizioni nelle quali quegli animali
possano vivere senza aver bisogno di essere soccorsi.
Possiamo contribuire riducendo l’uso di pesticidi, lasciando qualche zona
più naturale nei giardini, proteggendo siepi e alberi, prestando attenzione
nei periodi di nidificazione e guidando con prudenza nelle aree frequentate
dalla fauna.
E soprattutto imparando ad accettare un’idea che forse abbiamo un po’
dimenticato:
non appartiene soltanto a noi.
💚 A volte amare significa non toccare
È probabilmente la regola più difficile.
Quando vediamo qualcosa di piccolo e vulnerabile, vogliamo proteggerlo.
È un istinto bellissimo.
Ma con gli animali selvatici la forma più intelligente di aiuto parte
dalla conoscenza.
Osservare.
Capire.
Chiedere consiglio quando serve.
Intervenire quando è necessario.
Fare un passo indietro quando non lo è.
Perché non tutti gli animali che incontriamo hanno bisogno di essere salvati.
Qualcuno sta semplicemente attraversando il nostro giardino.
Qualcuno sta imparando a volare.
Qualcuno sta tornando nella propria tana.
E quella volpe che ci fissa dall’altra parte della strada?
Probabilmente non ha bisogno di noi.
Ha solo bisogno che le lasciamo un po’ di spazio.
E forse, per una volta, possiamo essere noi gli ospiti educati. 🦊
L’Isola dei White promuove una convivenza rispettosa tra persone,
animali e ambiente.
Conoscere la fauna che vive accanto a noi è il primo passo per
proteggerla davvero.
Per approfondire:
LIPU – SOS animali feriti e Centri Recupero Animali Selvatici.
LIPU – Indicazioni sul recupero di cuccioli e giovani uccelli selvatici.


